La tintura per capelli fa male: “rischio di cancro al seno aumentato del 14%”

19 ottobre 2017 13:27 di danila

Kefah Mokbel, chirurgo del Princess Grace Hospital di Londra, ha lanciato un tweet, che ha fatto velocemente il giro della rete, allarmando le donne di tutto il mondo. Secondo l’esperto, infatti, l’abitudine di tingersi i capelli più di sei volte l’anno farebbe incrementare del 14% il rischio di sviluppare il cancro al seno. Si tratta di un argomento discusso da almeno un ventennio a questa parte, ma non ci sono studi scientifici basati su un’effettiva analisi causa-effetto, quindi restano tutti molto approssimativi. Mokbel consiglia, in sintesi, di sottoporsi a tinture, durante l’arco dell’anno, dalle 2 alle 6 volte, senza mai superare questo limite borderline, ma soprattutto di ricordarsi lo screening mammario dopo i 40.

Le tinture fanno male? Gli studi sono ancora approssimativi

Lo scorso giugno sulla rivista Carcinogenesis è stato pubblicato uno studio, nel quale si evinceva l’aumento del rischio del 51% a causa delle tinture scure nelle donne afroamericane e del 74% per prodotti liscianti nelle donne bianche. Ma il non aver esaminato le singole sostanze dei prodotti lascia questa ricerca ancora nel campo dell’incerto e dell’approssimativo, purtroppo. Pucci Romano, dermatologa e presidente di Skineco – Associazione internazionale di ecodermatologia – ha spiegato:

Che nell’uso di tinte e liscianti per capelli ci sia un rischio intrinseco connesso allo sviluppo di tumori è indubbio. Questi cosmetici possono contenere ancora oggi degli interferenti endocrini, cioè sostanze come le ammine aromatiche che possono disturbare il nostro equilibrio ormonale, o delle molecole cancerogene come la formaldeide. La presenza di sostanze potenzialmente pericolose nei prodotti cosmetici per capelli non è perfettamente normata dall’Unione Europea. Alcune molecole sono ‘ammesse con riserva’ e, poiché la loro presenza nella formulazione migliora i risultati cosmetici del prodotto, nessuna azienda li elimina completamente“. Sarebbe, quindi, auspicabile che si pensasse anche alla salute dei consumatori sostituendo composti, potenzialmente pericolosi, con altri dall’origine naturale.

L’incertezza sull’aumento dei rischi potrebbe anche spiegarsi alla luce di una semplice intuizione di Sanna Heikkinen del Finnish Cancer Registry, secondo la quale “le donne che si tingono i capelli tendono a utilizzare in genere anche altri cosmetici. Più di quanto non facciano le donne che, invece, dichiarano di non ricorrere alla tinte”. Quindi il rischio sarebbe insito in abitudini quotidiane non legate solo all’uso di tinture.

Meglio le tinte chiare, i liscianti per capelli a base di formaldeide sono vietati in Italia

Resta, super partes, il consiglio di informarsi sempre sui prodotti da utilizzare preferendo quelli dai composti naturali, e questo per un semplice assunto: è il consumatore che deve tutelare se stesso: “Bisogna preferire per esempio le tinte chiare come il biondo a quelle scure che contengono ammine aromatiche, e applicare il prodotto lontano dal cuoio capelluto. I liscianti a base di formaldeide, vietati in Italia, vanno assolutamente evitati”, ha concluso la Romano.