“Come dimagrire in modo veloce”: le diete veloci sono pericolose, prendete nota dei rischi

13 ottobre 2017 17:13 di danila

Sarebbe il desiderio di ciascuno dimagrire in modo rapido e veloce, seguendo diete miracolose. Non a caso, sono le più cercate sul web, soprattutto prima dell’estate e dopo le grandi abbuffate festive. Peccato che le diete miracolose non esistono, altrimenti a questo mondo non si morirebbe ‘anche’ di obesità. Secondo la più recente ricerca dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 3 milioni di persone muoiono per malattie legate al sovrappeso, mentre 870 milioni per la fame, statistiche davvero scioccanti. E questo perché manca essenzialmente la cultura del cibo nei paesi più progrediti, dove l’obesità è quasi un allarme sanitario. Diete veloci, dunque.

In realtà più correttamente devono essere definite ipocaloriche e devono durare al massimo tre giorni, tempo sufficiente per disintossicare il corpo, una sorta di pre-dieta insomma. Se, invece, si ha l’intenzione di protrarle, si va incontri a problemi di salute più importanti, quali squilibri nutrizionali in primis. Spesso ci si affida anche a reclami pubblicitari, in tv o sul web, per cercare di smaltire quanti più chili è possibile: solo negli Stati Uniti, i consumatori ogni anno spendono 33 miliardi di dollari di prodotti per perdere peso.

Dimagrire in modo veloce: ecco i sistemi più seguiti

Le ricerche sul web sull’argomento si diramano in varie direzioni: tra diete, prodotti miracolosi, creme e dispositivi vari. Vediamo nel dettaglio i più famosi:

  • la master cleanse è tra le più celebri, lanciata da Beyonce. Alla base: acqua, succo di limone, sciroppo di acero e pepe di cayenne. Stiamo parlando di una vera e propria forma di digiuno per circa 10 giorni, che comporta gravissimi scompensi nutrizionali, tra cui mancanza di carboidrati, lipidi, sali minerali, vitamine B;
  • le diete a basso contenuto calorico, o monotematiche, che causa carenze di principi nutritivi. In genere, le persone, che decidono di seguirla, dopo solo poche settimane non riescono più a seguirla perché l’organismo oltre a sentirsi debole e affatico, avverte il bisogno psicologico di mangiare altro;
  • pillole e integratori alimentari, che da tempo immemore promettono di accelerare la perdita di peso, bloccando l’assorbimento di sostanze nutritive e, allo stesso tempo, aumentando il metabolismo, o bruciando il grasso. Non è detto che nessuno di questi sistemi funzioni, fatto sta che vanno messe sul lago della bilancia anche le controindicazioni, che sono addome gonfio, sonnolenza, vertigini, pressione bassa;
  • creme, dispositivi e mettiamoci pure incantesimi vari!

Le diete veloci funzionano davvero? Quali sono i rischi?

In qualsiasi rapido programma di perdita di peso ciò che permette di bruciare i grassi non è di certo una pozione magica, ma sostanzialmente la riduzione delle calorie, combinata con l’ esercizio fisico. Esistono molti rischi legati a dimagrimenti rapidi, alcuni di questi sono:

  • calcoli, che si verificano fino al 25% delle persone che perdono troppo peso in un arco di tempo quantificato in mesi;
  • disidratazione;
  • malnutrizione, soprattutto mancanza di proteine;
  • squilibri elettrolitici, che non sono un rischio per la nostra salute, certamente, ma un campanello d’allarme si.
    Altri effetti collaterali di rapida perdita di peso includono:

 

 

La fame non è mai una buona idea. Prima di scegliere qualsiasi tipo di regime alimentare, sarebbe opportuno chiedere al proprio medico quale strada si intende percorrere, assicurandovi sempre di includere almeno quotidianamente dai 70 ai 100 grammi al giorno di proteine, o comunque non meno di 1500 Kcal al giorno. Multivitaminici e cibi ricchi di potassio, come pomodori, arance e banane, possono aiutare, ma ricordatevi che non può essere questa la soluzione. Le diete veloci non possono funzionare o, se funzionano, si può rischiare di mettere su in breve tempo i chili persi, o quantomeno di sottoporre il nostro organismo ad un fortissimo stress alimentare. Non sarebbe più facile consultare un nutrizionista?