La carne rossa fa male? La risposta dell’Airc in merito al rischio tumore

9 ottobre 2017 13:20 di danila

Quando si parla di carne rossa e del suo consumo, il pensiero corre veloce ai rischi di salute che essa può determinare. C’è chi ha preferito eliminarla completamente dal menu familiare, chi ne dosa le quantità limitandone il consumo durante la settimana, c’è chi poi non se ne cura, sottovalutandone il pericolo, e continua a mangiarne indiscriminatamente. Sono anni, ormai, che si discute sull’argomento e finalmente a dare una risposta definitiva al quesito ci ha pensato l’Airc, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro.

Un semplice assunto, basato su dati scientifici: mangiare molta carne rossa aumenta il rischio di contrarre tumori al colon retto e allo stomaco. Per le donne, in particolare, anche il tumore al seno e il cancro all’endometrio, ossia alla mucosa che riveste la cavità interna dell’utero, mentre per gli uomini quello alla prostata. Quando parliamo di carne rossa, e non ci sarebbe neppure bisogno di sottolinearlo, ci si riferisce anche agli insaccati e ai salumi, quindi a mortadella, prosciutto e salame.

Fondamentalmente il problema sta nel fatto che, mangiando tanta carne rossa durante la settimana, si sacrifica il consumo di frutta, verdura e legumi, indispensabili per una corretta alimentazione.

Quanta carne rossa mangiare a settimana per ridurre il rischio di cancro

Il World Cancer Research Fund impone un limite non superiore ai 300 grammi a settimana, mentre al giorno devono essere consumati 400 grammi di frutta e verdura. L’Harvard School of Medicine, invece, restringe ulteriormente il limite fino a 80 grammi, al massimo due volte a settimana. Lo IARC, International Agency for Reserch on Cancer, ha concluso che, se consumata meno di 500 grammi alla settimana, la carne rossa non può costituire un pericolo per la salute.

Come cucinare la carne rossa per ridurre il rischio di cancro

Modalità di cottura della carne: la cottura della carne alla griglia o in padella ha il vantaggio di sterilizzarla e, quindi, di ridurre il rischio  di contaminazioni da microorganismi, ma allo stesso tempo si formano anche sostanze, come le ammine eterocicliche, potenzialmente . In pratica, la crosta bruciacchiata della carne. L’Airc, quindi, consiglia di cuocere la carne attraverso sistemi più salutari, come ad esempio la cottura a vapore.