Cancro, Alzheimer e malattie cardiache in crescita a causa della mancanza di sonno: “Bisogna dormire almeno 7 ore a notte”

29 settembre 2017 15:31 di danila

Il nostro sistema immunitario, anno dopo anno, si è indebolito progressivamente e i fattori sono diversi: la cultura della medicalizzazione, il timore delle malattie, l’inquinamento, la scorretta alimentazione. Lo stress è la vita frenetica, l’abitudine a giocherellare ogni giorno con smartphone e device di ogni tipo, hanno contribuito a renderci soggetti particolarmente vulnerabili, proprio perché l’insieme di questi fattori ha fisiologicamente gravato sulla qualità e quantità del riposo. Come porvi rimedio? Il professor Matthew Walker, direttore del Center for Human Sleep all’università di Berkeley in California e autore di Why we sleep (Perché noi dormiamo) ha rilasciato un’illuminante intervista, apparsa su The Guardian, nella quale ha puntato l’accento sull’importanza del sonno e sulle conseguenze che la mancanza dello stesso causa.

Alzheimer, cancro, malattie cardiache, diabete, disturbi mentali e obesità, l’insorgenza di queste malattie sarebbe legata ad una qualità della vita, che sacrifica molto le ore di riposo, delle quali il nostro organismo invece necessiterebbe. Precisamente quante ore a notte dovremmo dormire? Almeno otto, ha spiegato Walker. Secondo il professore, infatti, la mancanza di riposo costringerebbe il nostro corpo a modificare la propria struttura biologica,  rendendolo così vulnerabile a qualsiasi attacco.  Matthew Walker la definisce una vera e propria epidemia, identificandola persino in un patogeno che si sta diffondendo nella nostra società in maniera vitale: “E lo è davvero, perché la vita d’oggi ci spinge a dormire sempre meno, senza tenere sufficientemente conto degli effetti pericolosi del fenomeno“. E l’avviso ancora più inquietante: se non si rimedia a questa silenziosa ma letale epidemia, si rischia di andare incontro a sempre più frequenti malattie e, quindi, ad una morte precoce.

Dal 1942 ad oggi, dati alla mano, solo l’8% delle persone ha preso l’abitudine di dormire 6 per notte, abitudine messa in discussione ulteriormente dal processo di industrializzazione, che ha portato alla disponibilità della corrente elettrica tutto il giorno, anche di notte. I tempi di lavoro sono aumentati, spesso si concludono operazioni di notte, i momenti di relax e intimità si sono ridotti al minimo, così come il riposo. L’ideale, secondo il professore, sarebbe dormire almeno 8 ore, ma guai a scendere al di sotto delle 7: se dovesse diventare un abitudine, si correrebbe il rischio di incorrere in malattie gravi per la nostra salute.

“Nella società occidentale odierna, ci si vergogna a dire che si dorme molto. Dormire poco viene considerato un distintivo di onore, qualcosa di cui vantarsi. È imbarazzante ammettere in pubblico che si dormono otto ore per notte. Si fa la figura del pigro, per non dire dell’anormaleUna volta che si sa che dopo una sola notte di quattro o cinque ore di sonno, le cellule naturali killer – quelle che attaccano le cellule tumorali che appaiono nel tuo corpo ogni giorno – diminuiscono del 70%, o che una mancanza di sonno è legata al cancro dell’intestino, alla prostata e al seno, o addirittura che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato qualsiasi forma di lavoro a turni notturni come un possibile cancerogeno, come potresti fare altrimenti?”, ha concluso Walker.