I tatuaggi fanno male? Lo studio allarmante rileva che l’inchiostro arriva fino ai linfonodi

22 settembre 2017 18:13 di danila

I tatuaggi sono un modo sulla nostra pelle, indelebile, per raccontare di noi agli altri attraverso un disegno. In genere, prima di decidere a quale tatutore affidarsi, si chiedono consigli a chi già ne ha almeno uno, per avere la certezza che in quel determinato centro almeno usino aghi sterili. In realtà, secondo quanto stabilito da una recente, e inquietante, ricerca, da oggi dovremmo preoccuparci anche dei coloranti che utilizzano per realizzare il tatuaggio e questo per un motivo molto semplice: pare che alcuni elementi dell’inchiostro si staccano ed entrano in circolo nel nostro corpo, raggiungendo i linfonodi sotto forma di nanoparticelle. Ma come si comportano le nanoparticelle?

La ricerca, svolta da un team di scienziati dell’Esrf, il Sincrotrone europeo di Grenoble in Francia, dell’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi, della Ludwig-Maximilians University e del Physikalisch-Technische Bundesanstalt, ha analizzato il viaggio delle particelle di inchiostro dei tatuaggi all’interno del nostro corpo, e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature. Questo viaggio termina proprio nei linfonodi, ossia quelle ghiandole che ci proteggono dalle infezioni e che sostengono il nostro sistema immunitario.

Queste particelle di inchiostro, tra tutte le impurità in esso contenute, sono più piccole di un milionesimo di millimetro: contengono non solo pigmenti organici, ma anche nichel, cromo, manganese, cobalto e biossido di titanio, quest’ultimo usato per il colore bianco, che funge da base per la realizzazione di molte altre tonalità.

Bernhard Hesse, uno dei primi autori dello studio, ha spiegato: “Sapevamo già che i pigmenti viaggiano dai tatuaggi ai linfonodi per via delle prove visive: i linfonodi diventano colorati con il colore del tatuaggio. È la risposta del corpo per pulire il sito di ingresso del tattoo. Quello che non sapevamo è che migrano in una forma nano, il che implica che non possano avere lo stesso comportamento delle particelle a livello micro. È questo il problema: non sappiamo come reagiscono le nanoparticelle”. Ciò vuol dire che non possono essere stabiliti i rischi o le implicazioni per la salute, fin quando non saranno prelevati campioni di tessuti e linfonodi da pazienti che hanno accusato una qualche sintomatologia dopo l’esecuzione del tatuaggio.