Gli italiani si sono convertiti: solo l’8% è ancora contrario a vaccini e vaccinazioni

22 settembre 2017 13:06 di danila

Provate a parlare di vaccini con una madre, e la sua prima reazione sarà storcere lo sguardo, immaginando scenari apocalittici che dovrà affrontare il suo bambino. La paura è latente e si scatena ogni volta: l’autismo. Benché non esistano, ad oggi, delle evidenze scientifiche che lo confermino, anzi, pare che addirittura li scagionino dal rischio.  Ma questo è argomento a parte. Ciò che fa impressione, dati alla mano, è che l’Italia, dopo tante polemiche, si sia convertita alla necessità dei vaccini: a stabilirlo un sondaggio condotto dall’Osservatorio scienza tecnologia e società – Observa Science in Society.

Lo scetticismo nei confronti dei vaccini e delle vaccinazione sembra si sia ridotto della metà circa, anzi, il numero di coloro che sostengono l’importanza dell’obbligatorietà di tutti i vaccini è praticamente raddoppiato, passando dal 23% al 47,1%. Chi, invece, è contrario all’obbligatorietà dei vaccini fa parte di un esiguo 8% (in questo caso bisogna parlare di una percentuale dimezzata, visto che prima quella parte corrispondeva ad un più consistente 19%). Il 44% degli italiani intervistati, inoltre, pensa che l’obbligatorietà vada imposta solo per determinati vaccini e che comunque questa imposizione andrebbe in qualche modo rivista. Un altro dato interessantissimo è che quasi la totalità degli intervistati (l’80%) pensa che il beneficio dei vaccini sia superiore al loro rischio. Percentuale che sale (87%), quando si parla di vaccinazioni in età scolare, proprio per evitare l’insorgenza di malattie che si pensavano debellate.

Nonostante si potrebbe immaginare l’esatto opposto, in realtà coloro che sono contrati ai vaccini si dividono nel 4%, che forma il gruppo dei laureati, e il 12% che invece forma tutti coloro che hanno un titolo di studio inferiore: si comprende, dunque, quanto tale diffidenza si legata anche a consapevolezza culturale, il che non deve essere interpreto di certo come una discriminante negativa. Infatti i più preparati in ambito scientifico (il 90%) sottolinea l’importanza di sottoporre i bambini all’intero ciclo di vaccinazioni, mentre in discussione, tra i più istruiti, il principio di obbligatorietà imposto dallo Stato, che invece dovrebbe essere sostituito dalla responsabilità genitoriale.

Secondo lo studio, e i casi di cronaca e l’intervento del governo hanno in qualche modo illuminato gli italiani sull’argomento, sensibilizzandoli riguardo l’importanza di proteggere la generazione attuale, e quelle successive, da malattie che potrebbe essere ancora un rischio per i soggetti più deboli: i nostri bambini.