Allarme per 13 formulazioni di latte di crescita: “Sono cancerogeni, meglio il latte pastorizzato”

22 settembre 2017 11:27 di danila

Esistono diverse condizioni a causa delle quali le neo-mamme devono rinunciare ad allattare il proprio figlio, l’ultima cosa da fare è imporle quel terrorismo psicologico tale da credersi “mamme sbagliate”. Per quanto sia assolutamente necessario promuovere sin dalla nascita l’allattamento al seno, sensibilizzando gli ospedali a non separare la madre dal loro bambino, è anche vero che in alcuni casi ciò risulta impossibile. Ed è proprio in questi casi che le madri dovrebbero essere sostenute verso la scelta migliore, e non commercialmente più remunerativa per le aziende che lo producono, riguardo il cosiddetto “latte artificiale“. In commercio esistono talmente tanti tipi, marche, soluzioni che di fronte a tale quantità ci sente confusi e storditi. “Qual è il migliore? Forse quello più costoso?”. E si inizia a leggere le etichette, cellulare alla mano, cercando di capire anche quelle voci più incomprensibili. E non dovrebbe essere così complicato, semplicemente perché si sta parlando della salute dei bambini.

Leggiamo attentamente i risultati di una ricerca condotta da Altroconsumo, una delle poche organizzazioni senza scopo di lucro alla quale dare più che credito. Partiamo innanzitutto con lo stabilire che il latte di mucca è stato promosso, mentre bocciato il latte di ‘crescita’, ossia tutte quelle formulazioni speciali destinate ai bambini dopo il primo anno e ‘pubblicizzate’ ottimali per lo sviluppo e la crescita. Ma perché sono stati bocciati? Il latte di crescita contiene una quantità di zucchero e di aromi eccessiva per un bimbo, e, come se ciò non fosse sufficiente, contengono anche contaminanti potenzialmente cancerogeni. Si comprende la gravità di tale scoperta? Ma non è tutto.

Altroconsumo ha fatto analizzare da un laboratorio specializzato 12 diversi latti di crescita, che sono Aptamil, Coop crescendo, Granarolo bimbi pastorizzato, Granarolo bimbi Uht, Hipp biologico, Humana, Mellin, Nestlè Mio, Nipiol, Plasmon Nutrimune3, Plasmon Alta digeribilità, Sterilpharma Monello, quest’ultimo tra le varie formulazioni più raccomandate dai pediatri. Cosa è emerso dalla ricerca?

Che all’interno di queste formulazioni speciali il latte vaccino è solo una parte, mentre il resto è composto da zucchero, aromi, maltodestrine, emulsionanti e oli vegetali, sempre presenti in questi prodotti: “Ecco il punto: negli oli raffinati (in particolar modo nell’olio di palma, ma non solo) sono presenti alcune sostanze a base di glicerolo e glicidolo, che possono rappresentare un rischio per la salute: si formerebbero durante il processo di raffinazione cui vengono sottoposti gli oli vegetali (colza, palma, girasole, cocco). Queste sostanze sono conosciute come 3 Mcpd (3 monocloropropandiolo) e Ge (glicidil esteri): i primi sono considerati potenzialmente cancerogeni e tossici per i reni; i secondi sono accusati di essere genotossici e, con più probabilità dei primi, cancerogeni. Secondo le nostre analisi, ad eccezione di due prodotti (Plasmon Nutrimune e Aptamil), tutti i latti contengono Ge“, evidenzia l’associazione.

Inoltre 11 campioni su 12 (escluso Granarolo Latte di crescita pastorizzato) contengono 3 Mcpd: immaginando di dare al nostro bimbo una quantità di latte pari a 250 ml o 500 ml, la ricerca ha scoperto che il latte di crescita Monello e Nipiol superano la dose giornaliera massima tollerabile per i bambini di uno e due anni (0,8 microgrammi per chilo di peso corporeo), che abitualmente consumano 500 ml di prodotto

Per quanto, invece, riguarda i Ge, “essendo genotossici e cancerogeni, non c’è una dose tollerabile: queste sostanze sono presenti in tutti i prodotti, a esclusione di Aptamil e Plasmon Nutrimune 3. Nel nostro test sui latti destinati ai neonati 0-6 mesi li avevamo trovati solo in due prodotti su 13: sembra, dunque, che i produttori abbiano curato maggiormente la composizione del latte per i più piccoli, rispetto a quella di altri alimenti destinati all’infanzia, come appunto i latti 1-3 anni“. In sintesi il latte di mucca è più sano, mentre quello di crescita non è necessario per la crescita, contenendo anche una quantità di zuccheri e aromi troppo elevata per un bimbo così piccolo.

Quindi, cosa dare ai bambini nei primi tre anni di vita? All’interno di una dieta equilibrata si possono dare dai 200 e 400 ml di latte pastorizzato al giorno, si consiglia una quantità superiore perché altrimenti i bimbi dovrebbero assimilare troppe proteine, che comunque diamo loro tramite altri alimenti, rischiando di perdere tutto il resto. Al latte vaccino mancano solo alcuni elementi, contenuti nel latte di crescita, unica tesi a sostegno di chi promuove queste formulazioni speciali, cosa rimediabile con integratori vitaminici. Ci risparmiamo, però, i zuccheri e tutti quegli elementi cancerogeni che nel latte di crescita sono contenuti.

Questo è un vero e proprio allarme: “Sbaglia chi pensa che in fondo si tratti solo di un biberon: sia gli zuccheri sia i contaminanti che abbiamo trovato, si sommano a tutto quello che i bambini assumono nel resto della giornata. Gli oli vegetali e gli zuccheri, infatti, sono presenti in tantissimi alimenti: almeno che il latte contenga solo latte“. Bisogna aggiungere altro? Si tratta di bambini, non dimentichiamocelo.