Obesità infantile: Amsterdam vieta pubblicità di cibo spazzatura per 15 anni

21 settembre 2017 21:13 di danila

Quando si parla di obesità infantile, purtroppo dati alla mano, si fa riferimento ad una condizione fisica che coinvolge quarantuno milioni di bambini nel mondo sotto i cinque anni, in Asia quasi la metà, mentre in Africa il 25%. Secondo il recente rapporto dell’ECHO (Ending Childhood Obesity) i bambini in sovrappeso, dal 1990 al 2014, sono passati da 7,5 a 15,5 milioni, praticamente il doppio. Dati che impressionano e allarmano. In Italia si registrano soprattutto al sud casi di obesità infantile, in Campania 1 su 2 è in sovrappeso nella fascia tra gli 8-9 anni (fonte: OMS per l’anno 2015); di questi ben il 25% non consuma frutta e verdura ogni giorno, il 28% pratica sport soltanto un’ora alla settimana.

Il problema principale, a quanto pare, sembra la mancanza di attività fisica, come sottlineato da Claudio Maffeis, direttore dell’unità di Pediatria ad indirizzo diabetologico dell’università di Verona, in una recente intervista a Repubblica: “Uno studio francese ha dimostrato come tenere per un’ora in più al giorno per un anno i ragazzini a scuola a giocare e fare movimento abbia ridotto il peso di tutti quanti”, questo evidentemente perché le abitudini di uno condizionano le scelte di tutti. Viviamo in una comunità urbanizzata, nella quale spesso subiamo le scelte di coloro con i quali ci relazioniamo, ma non solo.

Parliamo adesso di quanto e come la pubblicità possa condizionare le abitudini alimentari delle famiglie e, quindi, dei soggetti più sensibili, ossia i bambini e gli adolescenti. Una semplice considerazione che è diventata il faro guida ad Amsterdam, prefigurata nell’immaginario collettivo come una delle città europee più emancipate. Ed è proprio in Olanda che si registra una percentuale di bambini e adolescenti in sovrappeso, circa il 13%, con quasi il 3% di obesi nella fascia di età compresa tra i 4 e i 19 anni. Ebbene, nella capitale olandese il sindaco, Eberhard van der Laan, in collaborazione con l’Alliantie Stop Kindermarketing, ha deciso di vietare la pubblicità degli alimenti malsani destinati a bambini e giovani al di sotto della maggiore età per ben 15 anni. Stiamo parlando del cosiddetto cibo spazzatura, quindi prodotti come patatine fritte, biscotti, dolci, gelati. Questa normativa, che entrerà in vigore nel 2018, coinvolgerà le 200 pensiline, i cartelloni e le insegne digitali delle 58 stazioni della metropolitana di Amsterdam.

La normativa, che presto verrà attuata nella capitale Olandese, ovviamente ha sollevato non poche polemiche, tra cui coloro che sostengono di non privare i bambini di ciò che oggi offre il mercato, ma di insegnare loro il controllo. O meglio: che siano i genitori ad insegnarlo, altrimenti la terribile cifra, di cui sopra, non sarà destinata a diminuire.