L’olio di palma fa veramente male? Facciamo chiarezza sull’argomento

21 settembre 2017 16:13 di danila

Cos’è l’olio di palma? L’olio di palma è un olio vegetale non idrogenato derivato dalla pianta Elaeis guineensis, originaria dell’Africa, ma che oggi si coltiva in Malesia e Indonesia. Esistono tre tipi diversi di olio di palma, quello grezzo, il palmisto e quello raffinato, che, come suggeriscono i loro stessi nomi, si diversificano per origine e lavorazione. L’olio incriminato nell’industria alimentare, quello che farebbe molto male alla salute, è proprio l’ultimo tipo, quello cioè raffinato.

Perché l’olio di palma raffinato fa male? Il suo utilizzo nei cibi si spiega per la sua fortissima resistenza alla temperatura e al sole, per il suo punto di fumo che permette di non bruciare i cibi, per la sua versatilità, per il costo. Immaginiamo, dunque, l’importanza che ha rivestito, almeno fino ad oggi, nella conservazione degli alimenti. Secondo un recente studio dell’EFSA la raffinazione dell’olio di palma produce, oltre ad avere queste grandi capacità conservative, “alcune sostanze cancerogene e tossiche per l’organismo”.

Negli ultimi anni l’industria alimentare ha subito importanti cambiamenti, e per fortuna. Grazie a campagne di sensibilizzazione, che sono diventate virali soprattutto sui social, l’olio di palma è stato demonizzato dai consumatori, i quali, ovviamente, hanno cominciato a non acquistare più cibi che lo contenessero. Molte aziende, dunque, si sono adattate a queste richieste producendo alimenti privi dell’olio di palma. Quante volte, guardando pubblicità in tv o sulla rete, hai notato la specifica “senza olio di palma”? La COOP è stata tra le prime aziende ad intervenire nell’immediato eliminando dai suoi prodotti il pericoloso conservante.

È interessante notare come questa mobilitazione sui social sia stata determinante per sensibilizzare il mondo intero sull’argomento, considerando anche il problema ambientale. La grandissima richiesta del mercato, infatti, ha provocato una riduzione indiscriminata delle monoculture, causando anche la deforestazione, in quanto bisognava creare spazi per coltivare la pianta. Immaginiamo soltanto se quest’onda riuscissimo a sollevarla per altri elementi, cibi, cause, dannosi per la nostra salute: non credi si potrebbe assistere ad un cambiamento epocale?

Intanto che riflettiamo su ciò, ecco come riconoscere se un alimento contiene olio di palma: dal 2014 è stata imposta, grazie ad una normativa europea, una maggiore trasparenza sulle etichette dei cibi. Prima leggevamo “oli vegetali” o “oli grassi”, oggi troveremo invece “olio vegetale di palma” (oppure “oli vegetali di palma, colza, ecc..). Non sottovalutiamone l’importanza: la salute va salvaguardata.